…Dai suoi altiforni la città non usciva splendente e radiosa come un pezzo d'oro purificato dal fuoco….
L'altoforno, è un tipo di impianto utilizzato nell'industria metallurgica per produrre ghisa partendo da minerale ferroso, attraverso un processo in cui concorre la combustione di carbone coke, la fusione di minerali e riduzione degli ossidi metallici (ad esempio Fe2O3) presenti in natura come minerale ferroso o introdotti come rottame ferroso, attraverso un'atmosfera riducente.
Questo strumento deve il suo nome alle dimensioni, infatti può raggiungere un'altezza di 80 metri (con un diametro che può superare gli 8 metri) e può produrre fino a 4500 tonnellate al giorno.
E’ un forno a tino, la cui forma è costituita da due tratti troncoconici, di cui il "tino" costituisce il cono superiore, il cono inferiore è detto "sacca", uniti da una sezione cilindrica centrale (detta "ventre"). La carica avviene dall'alto, ed è formata da strati di coke e minerale ferroso che vengono gettati alternativamente . Il funzionamento è continuo: gli strati della carica scendono lentamente mentre il forno viene alimentato introducendo nuovi strati a intervalli regolari. È un forno a vento: per raggiungere alti valori di temperatura è necessario insufflare aria, alla quale può essere addizionato ossigeno, che deve essere preriscaldata. L'iniezione di aria, detta "vento caldo", anch'essa continua, avviene attraverso una corona di tubi.
La struttura esterna è costituita da una corazza di acciaio speciale, rivestita internamente da mattoni refrattari su un sostrato di cemento refrattario.
Nonostante la storia degli altiforni sia molto antica solo nel 1709 si ebbe una radicale trasformazione, grazie ad Abraham Darby II, quando, per il progressivo esaurirsi delle disponibilità di legname, si fu costretti ad impiegare negli altiforni il carbon fossile e il coke in sostituzione del carbone di legna.
Egli infattifu il primo che riuscì ad ottenere ghisa usando solo coke.
Non si sapeva però trasformare la ghisa, prodotta in grandi quantitativi, in acciaio con lo stesso ritmo di produzione, dato che la capacità produttiva dei forni di affinazione era molto limitata.
Ci vollero ancora alcuni decenni per imparare a sostituire il carbon fossile a quello di legna anche nella produzione dell’acciaio.
Le difficoltà risiedevano in particolar modo nella necessità che l'acciaio non doveva venire a contatto col carbone o con il coke per non assorbire lo zolfo e divenire con ciò fragile a caldo.
Questo inconveniente venne eliminato da Henry Cort nel suo forno a “puddellatura” inventato nel 1784, nel quale l'acciaio entrava in contatto solo con i prodotti della combustione molto ricchi di ossigeno.
Lo sviluppo della siderurgia trovò, tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, un nuovo potente aiuto nella macchina a vapore.
Questa venne impiegata non solo per migliorare il tiraggio, ma permise di costruire le macchine trasformatrici, come laminatoi e magli, in dimensioni molto maggiori e quindi con rendimento migliore.
Dall'epoca del primo altoforno a questo vennero apportati diversi perfezionamenti sia destinati all'aumento della capacità produttiva che alla semplificazione dell'esercizio.
Nel 1885 riuscì all'inglese Henry Bessemer di produrre acciaio con un processo più semplice. Il suo procedimento consisteva nel soffiare attraverso la ghisa fusa forti correnti di aria conseguendo la combustione delle sostanze che accompagnavano l'acciaio, quali il carbonio, il silicio, il manganese, ecc. Il processo Bessemer era però limitato a poche ferriere perché con esso si potevano trattare solo ghise prive di fosforo, a causa del rivestimento interno del convertitore, un recipiente a forma di pera in cui avveniva l'operazione. Bessemer, infatti, impiegava un rivestimento ricco di acido silicico che non era in grado di formare scorie che si legassero al fosforo.
Questo inconveniente venne affrontato da Sidney Gilchrist Thomas che nel 1879 rivestì il convertitore con calce impastata con silicati solubili.
La maggior parte dell'acciaio prodotto oggi oltre che col processo Bessemer, viene prodotto con il processo Martin-Siemens, che prende il nome dai suoi inventori Pierre e Emile Martin e Carl Wilhelm Siemens. Originariamente, nel 1864, il processo consisteva nel fondere la ghisa insieme a rottami di ferro (processo ghisa-rottame); più tardi si passò a fondere la ghisa con minerali di ferro, frequentemente con aggiunte di rottami di acciaio (processo ghisa-minerale). La fusione doveva avvenire in un forno di concezione speciale dotato di un focolare con recupero del calore, ideato da Friedrich Siemens.
martedì 1 luglio 2014
Acciaio e Ottone
...Il tempo procedeva a Coketown come procedevano le macchine della città: tanto materiale lavorato, tanto combustibile utilizzato, tanta energia consumata, tanto danaro guadagnato. Ma, meno inesorabile del ferro, dell'acciaio e dell'ottone, il tempo recava le sue mutevoli stagioni perfino in quella landa desolata di fumo e di mattoni, e rappresentava l'unico elemento degno di nota nella terribile uniformità del luogo...
Vengono citati in questo passo materiali più o meno dominanti nell'industria del tempo, il primo in importanza è sicuramente l'acciaio, che visse il suo exploit proprio durante la seconda rivoluzione industriale (soprattutto ancora sotto forma di ghisa, più impura e prodotta in altiforni non ottimali).
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lunedì 30 giugno 2014
Il pistone
…per
tutto l'anno, dall'alba del lunedì fino alla notte del sabato, il
ronzio di ingranaggi e pistoni…
Il
pistone è la parte mobile di un organo meccanico o idraulico.
Composizione di un pistone (Wiki):
- Mantello: parte laterale del pistone, un solido cilindrico che presenta:
- Sedi delle fasce elastiche e raschiaolio: solchi presenti nella parte alta prossima al cielo.
- Portate dello spinotto: fori presenti nella mezzeria del mantello. Più l'asse che li attraversa passa vicino al baricentro del pistone, più si riduce il fenomeno dello scampanamento, cioè i movimenti oscillatori che avvengono durante la corsa.
- Cielo: porzione superiore del pistone, la cui faccia superiore costituisce la parte inferiore della camera di combustione.
- Spinotto: perno che consente l'accoppiamento cinematico con la biella.
- Fasce elastiche: anelli metallici inseriti in cave appositamente lavorate sul diametro esterno del pistone, il cui compito è garantire la migliore tenuta alla pressione generata dalla combustione.
- Anello raschiaolio: altro anello di tenuta la cui funzione specifica è quella di eliminare l'eventuale eccesso di oilo lubrificante dalla canna del cilindro, riducendo gli attriti idrodinamici e la possibilità di travaso di lubrificante in camera di combustione.
La statistica
…Dio
solo sa quante teste, arroccato in un castello di nozioni, pronto a
ingabbiare l'infanzia e a trascinarla negli oscuri covi della
statistica….
…
perché quella stessa
gente si ubriacava, - che si ubriacasse era certo, tanto di
statistiche
lo
provavano …
……..
Veniva poi il chimico e farmacista il quale, statistiche alla mano….
….
Seguiva il cappellano della prigione, uomo di vasta esperienza, che
con una mole di statistiche superiore a tutte le precedenti…..
…
se necessario, avrebbero
potuto fornire altre statistiche, frutto della loro personale
esperienza…
….
punto di confluenza di fiumicelli e rivoletti di tabelle statistiche
che sfociavano
nel
grande mare tempestoso dei tabelloni statistici…
….
schede, registri, rapporti e tavole statistiche dalla «a» alla «z»…
….
«Le statistiche», corresse Louisa…
….
«Sì, signorina Louisa, - mi viene sempre da strampalare, ecco un
altro dei miei sbagli - le statistiche degli incidenti che avvengono
in mare…..
….
In questo osservatorio, dunque, - una stanza severa, con un
inesorabile orologio statistico che scandiva ogni secondo….
…
Silenzio tra i due.
L'inesorabile orologio statistico più cupo che mai…
….
Se vogliamo esaminare il problema da tutti i lati, non sono elementi
trascurabili le statistiche, per quanto disponibili, relative
all'Inghilterra e al Galles….
…
L'inesorabile orologio
statistico nell'osservatorio di Gradgrind continuò a martellare ogni
secondo che nasceva e a seppellirlo con la consueta regolarità…..
…
Chissà che tu non scopra
di andar matto per le statistiche e decida di buttartici a
capofitto?»….
…
James che, tanto per
cambiare, era completamente al verde, era disposto a far pazzie per
le statistiche e a buttarsi a capofitto in qualsiasi altra cosa…
…
Se ne stava seduto nella
sua stanza in compagnia dello spietato orologio statistico…
"Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica."
Il grisou
…Sono
caduto nel pozzo dove il grisou è stato più crudele di una guerra….
Il grisù o grisou è
un gas combustibile inodore e incolore, costituito
prevalentemente da una miscela di metano (dal 77 al 99%) o
di altri idrocarburi omologhi e quantità variabili di anidride
carbonica, ossigeno e azoto.
È
un gas caratteristico delle miniere di carbone e di zolfo,
dove, poiché è più leggero dell'aria, si può anche trovare
raccolto in sacche isolate nelle parti alte delle gallerie: è detto
perciò gas di miniera (Firedamp, nel mondo anglosassone).
Combinato
in varie proporzioni con l'aria (dal 5 al 14% circa) dà luogo a una
miscela infiammabile ed esplosiva di elevata potenza. Per questo
motivo nelle miniere, per evitare la formazione della miscela
esplosiva, si ricorre a impianti di ventilazione, badando
contemporaneamente a rimuovere le possibili cause dell'innesco
(fiamme libere, scintille, ecc.) e a tenere continuamente sotto
controllo la quantità di metano presente nell'aria. È all'origine
di numerosi disastri minerari, soprattutto prima dell'invenzione
della lampada di Davy.
E’
una speciale lampada messa inventata nel 1815 da
sir Humphry Davy, che abbassò enormemente il livello di rischio
di esplosione nelle miniere di carbone.
E’
una normale lampada con fiamma, a olio combustibile (che ha
subito varie evoluzioni tecniche, negli anni seguenti alla sua prima
comparsa), che in più è completamente chiusa da una reticella
metallica fine, generalmente di rame
Il
comportamento della lampada, in presenza di atmosfera esplosiva, è
il seguente: invece di propagare la combustione, la fiamma si
spegne all'interno della rete. La spiegazione sta nel fatto che la
rete metallica rallenta molto il flusso di gas, e la turbolenza,
nella zona interna; una leggera corrente di aria,
contenente ossigeno, attraverso le maglie è sufficiente ad
alimentare la fiamma, ma l'ingresso di altri gas, come metano, satura
il volume e abbassa la percentuale di comburente.
L'ingranaggio
…..Di
nuovo batter di zoccoli sul selciato: per un'ora, telai, ruote,
uomini riposavano i loro ingranaggi…..
…
Il
tempo lo incalzò spingendolo dentro un meccanismo un po' rumoroso e
piuttosto sporco - non certo un ingranaggio importante…
….invece
del sommesso canto degli insetti durante l'estate, la città
elargiva, per tutto l'anno, dall'alba del lunedì fino alla notte del
sabato, il ronzio di ingranaggi …
…
le grida dei ragazzi,
l'abbaiar dei cani, il rumore sordo degli ingranaggi…
…Nessuno
tolse la mano dall'ingranaggio…
Un
ingranaggio è un meccanismo utilizzato per trasmettere un momento
meccanico da un oggetto ad un altro. Generalmente è costituito da
due o più ruote dentate, che possono essere di uguale o diversa
dimensione.
Sono
circa 5000 anni che l’uomo utilizza gli ingranaggi e nel corso dei
secoli c’è stata un’evoluzione sulla concezione teorica e sulla
tecnologia realizzata.
Si
è passati da un disco con pioli di legno tagliati a mano a ruote
dentate costruite con sofisticati materiali con tolleranze inferiori
a 0,01mm.
Il
più antico esempio risale al 2600 a.c. il carretto cinese, bussola
che punta sempre verso sud, realizzato con tecnologia molto semplice
( pioli min legno)
Altri
esempi possiamo citare in epoca greco-romana con l’antico odometro
o il mulino ad acqua.
Come
ci suggerisce la parola stessa di origine greca odós (strada) metron (misura), l’odometro è uno strumento a ruote capace di misurare la
lunghezza dei percorsi su strada, un antenato del contachilometri.
Tra
i primi documenti riguardanti i mulini ed il loro funzionamento vi
sono quelli di Vitruvio, nel trattato De Architettura (25 a.C.), che
descrisse un mulino che lavorava con una ruota verticale
Il
sistema costitutivo si articola in un albero orizzontale, una ruota,
una serie di ingranaggi, un albero verticale e una banchina
Per
non parlare poi degli studi di Leonardo da Vinci in epoca medievale
LEONARDO
DA VINCI - L’analisi dei denti - Contatti tra denti e crenne
Codice
di Madrid I (BNM), c. 116r (particolare)
"La
fronte del dente non deve toccar mai il fondo alla sua crenna, finche
non perviene al luogo della linea centrale".
Arriviamo
alla Rivoluzione Industriale e gli ingranaggi che fanno parte della
macchina a vapore sono:
generatore
centrale e distribuzione a cinghia.
Nella
macchina a vapore viene prodotto del vapore d'acqua surriscaldato in
una caldaia che poi, spandendo e per mezzo di valvole trasferito in
un cilindro, produce una spinta su un pistone. Tale moto, reso
alternativo con altri accorgimenti meccanici, può essere trasferito
a una ruota o ad un volano attraverso un meccanismo biella-manovella
.
Il
cassetto era un meccanismo mosso dal sistema biella manovella che
apriva alternativamente le due luci permettendo l'afflusso di vapore
al cilindro.
Quando
lo stantuffo arrivava nella parte sinistra del cilindro, il cassetto
era spostato a destra e così il vapore entrava nella parte sinistra
del cilindro spingendo il pistone a destra.
Nella
seconda fase il vapore spingeva verso sinistra il pistone ed il
vapore esausto, attraverso un condotto arrivava al condensatore.
Si
aveva quindi un doppio effetto: una spinta verso destra e poi
verso sinistra. Il movimento rettilineo del pistone diveniva
rotatorio ad opera del sistema biella-manovella e quindi attraverso
il volano, al quale era collegata una cinghia, poteva essere
trasmesso alle varie macchine che lo utilizzavano.
Il carbone
….Nel
cortile dove si ammassavano i detriti, all'esterno della fabbrica, un
velo di pioggerellina e di umidità avvolse i vapori che uscivano
dagli scarichi, i rottami di barili e di ferro vecchio, i cumuli
luccicanti di carbone, e, dappertutto, la cenere….
…«Avrete
delle stanze tutte per voi, carbone e candele e tutto il resto….
….Emergendo
da bassi usci seminterrati, i fuochisti si dirigevano verso i cortili
delle fabbriche, sedevano su gradini, assi, steccati, detergendosi il
volto bruno e guardando fissamente il carbone…
….lungo
sentieri ricoperti di scorie di carbone….
….Che
strana sensazione avere sui piedi la polvere della strada invece
della polvere del carbone!...
….sconvolta
dalle trivellazioni per l'estrazione del carbone….
….il
lungo viadotto che si inarcava sull'aspro e caotico paesaggio delle
miniere di carbone abbandonate e ancora attive….
…accanto
ai pozzi di carbone antichi e nuovi….
….si
trovò a percorrere le arcate sovrastanti i pozzi di carbone
abbandonati e di pozzi ancora attivi...
….Il
paesaggio era sì macchiato qua e là da mucchi di carbone…
Il carbone (o carbon
fossile) è un combustibile fossile o roccia sedimentaria
estratto da miniere sotterranee o a cielo aperto o
prodotto artificialmente. La formazione del carbone risale a circa
300 milioni di anni fa, quando un clima caldo ed umido ed un'elevata
concentrazione di CO2 favorirono la crescita di alberi
giganti: la loro morte (favorita da inondazioni) e la successiva
degradazione, assistita da funghi e batteri, hanno portato a
quelli che conosciamo come carboni fossili.
Il
carbone è composto per più del 50% del suo peso, e più del 70% del
suo volume da materiali carboniosi. Il carbone è il risultato della
trasformazione di resti vegetali che sono stati compressi, alterati
chimicamente e trasformati, da calore e pressione, nel corso dei
tempi geologici.
L'era
geologica durante la quale si formò la maggior parte dei depositi di
carbone, attualmente conosciuti nel mondo, è il Carbonifero
(fra i 280 e i 345 milioni di anni fa), l'era che vide l'esplosione
della vita vegetale sulla terraferma e che ha preso il nome proprio
per l'abbondanza di questi giacimenti originatisi rinvenibili entro
formazioni geologiche appartenenti a questo periodo.
Intorno
al 1750, con la Rivoluzione Industriale, il carbone acquistò
la sua vera importanza diventando la principale fonte energetica
dell'uomo.
La crescita della sua produzione va di pari passo con lo sviluppo dell’industrializzazione, che origina in Inghilterra e poi si propaga in Europa e nel resto del mondo.
La crescita della sua produzione va di pari passo con lo sviluppo dell’industrializzazione, che origina in Inghilterra e poi si propaga in Europa e nel resto del mondo.
Fu
proprio grazie al carbone che venne messa a punto l'invenzione della
macchina a vapore da parte di James Watt: con il carbone, infatti, si
alimentava il fuoco che trasformava l’acqua in vapore.
La
forza motrice del vapore era utilizzata in moltissimi campi:
nell’industria siderurgica, in agricoltura, nell’industria
tessile e per i trasporti.
All’inizio
del 19esimo secolo il carbone veniva anche utilizzato per
l’illuminazione pubblica mediante il cosiddetto “gas di città”
ricavato dal carbone attraverso un processo di gassificazione. Tale
applicazione era frequente soprattutto nelle grandi aree urbane come
Londra, Parigi e New York.
Nel
1882, grazie a Thomas Edison, fu messo a punto un impianto di
produzione elettrica alimentato a carbone che entrò in funzione a
New York e che forniva elettricità per illuminare le abitazioni.
Nel
corso del 1900 l’utilizzo del carbone si è concentrato sempre più
nell’ambito industriale, soprattutto in quella elettrica,
siderurgica e del cemento, mentre è diminuito l’utilizzo per
il riscaldamento domestico ed è scomparso praticamente del quello
impiegato nei trasporti.
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